BetweenLondon&Stockholm(PassinThruRome)
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martedì, 28 agosto 2007
Categoria:
Titolo: PORN IDOL

hamilton01Sabato scorso ero in giro per Londra a fare shopping approfittando della bella giornata di sole. Fra le varie tappe (quasi) obbligatorie c'era anche il negozio di D&G in Bond Street.
Mi sono occorsi pochi nanosecondi prima che il mio occhio venisse fulminato da un pullover molto molto bello che era appeso insieme ad altri articoli autunnali/invernali.

Ma il mio occhio aveva nel contempo notato anche un'altra cosa: un tipo estremamente figo - per dirla in gergo - piuttosto muscoloso, biondo con frangetta fin sugli occhi e quasi sicuramente est-europeo si aggirava con vistosi occhiali da sole per il negozio accompagnato da un signore piu' anziano.
Il mio gaydar personale era subito scattato in allarme sebbene avessi poi tralasciato la questione concentrandomi piuttosto sul mio acquisto.

Il giorno dopo mi sono incontrato con un amico e come spesso accade quando ci si incontra, fra una chiacchiera e l'altra e non poche risate siamo finiti nel mondo della perdizione londinese : Soho.

Soho annovera fra le sue vie strette e spesso non proprio pulite dei locali fra i piu' sordidi e ambigui del globo terrestre. Approdiamo dunque in uno shop che vende lingerie sexy per uomini con annesso settore porno per cineamatori rigorosamente di nicchia.

Dopo aver superato l'angolo dei vibratori di tutte le misure arriviamo finalmente al dipartimento video.

Ancora una volta il mio occhio-laser viene colpito da un particolare che mi sarebbe sfuggito se solo fosse accaduto il giorno prima. Questo "dettaglio" era la foto di un biondo superpalestrato che campeggiava su uno dei tantissimi DVD porno del negozio. Fino a qui non ci sarebbe nulla di strano visto che nel cinema ose' di tipi cosi se ne vedono a centinaia senonche' il tizio in questione era proprio il ragazzotto che avevo incrociato nel negozio di D&G sabato pomeriggio....Strana coincidenza.Pare comunque che il suo nome (d'arte ovviamente) sia  Tim Hamilton e mi e' poi stato riferito che sia  abbastanza "established" nel campo e che ora si troverebbe a girare on location a Londra un nuovo capolavoro a luci rosse dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti.

Non c'e' che dire: small world, isn't it?

 



Inciso da Electrothoughts alle ore 16:57 commenti (19)
domenica, 26 agosto 2007
Categoria:

Io cerco il Sole, quello vero. Quello che scalda anche quando il cuore e' freddo. Lo cerco per mari e per monti, ai quattro punti cardinali, di giorno e pure di notte. Lo cerco come tutti del resto. Alla fine lo troveremo.

Per ora tu ( a cui penso) mi hai mostrato solo uno squarcio di azzurro foriero di promesse. Ma il barometro si sa, non sempre dice il vero: la Natura, questa natura che ci lega al cosmo senza farcelo comprendere, ci illude e ci confonde. Tu puoi giocare a fare l'infingardo e io posso sognare a occhi aperti e nemmeno il mio filosofo preferito puo' darmi consigli ora. Bisogna saper aspettare. Il tempo ha sempre bisogno di tempo.

Ieri pero' un raggio di luce mi ha nuovamente sfiorato.

Ieri ho cercato il Sole e mi e' parso per un attimo, un attimo soltanto, di essergli finalmente piu' vicino.

Ora si.

 



Inciso da Electrothoughts alle ore 21:08 commenti
mercoledì, 15 agosto 2007
Categoria:

E' un'estate-autunno. Il sole fa il prezioso quest'anno. Si fa vedere poco in giro,qui,a queste latitudini oceaniche. Perturbazione dopo perturbazione, sistema frontale oppure no? Bassa pressione depressionaria, quanti ectopascal? Mr Weatherman me la pagherai cara. Io che mi aspettavo tre mesi roventi da global warming scandaloso. Come non detto. Ho gia' riposto i miei occhiali da sole spaziali dell'ultima generazione con un senso di mestizia e rassegnazione olimpica. Roma sembra lontana. Roma e' lontana. Niente piu' sabbia per ossa imputridite dall'umidita', niente piu' mare e flutti spumeggianti in cui ritrovarsi d'un tratto di nuovo ragazzini, inseguendo le onde, ripescando i ricordi di estati soffuse di giovinezza quasi perduta. Ricordo Gallipoli come se fosse oggi. I nostri falo' in riva al mare fra una birra e uno spinello. E tante tante risate. Convinti che niente sarebbe mai cambiato. In noi , fra noi.

Ora sono qui e guardo l'autunno-estate piu' autunno che estate allungare le sue dita segaligne su una Londra senza piu' difese ,che si lascia battere dal vento, dalla pioggia a tratti sferzante, dal tempo che sgocciola lento via dalle mie mani. Incapace di trattenerlo, inganno lo specchio come posso. Una tintura? Una bella abbronzatura? Un sopracciglio scolpito? Magari anche una fissazione ginnica da palestra per chi vuole scongiurare la crisi di mezz'eta' che si staglia lontana all'orizzonte. Ci si volta dall'altra parte finche' si puo'. Poi arrivera' e allora...

Allora aprite anzi spalancate il ripostiglio della Memoria. Ecco li' c'e' ancora Gallipoli e le nostre cene che sembravano quasi baccanali fra consaguinei di secondo e - perche' no- anche terzo grado con amici annessi senza troppe formalita' (the more, the merrier!) . Io discorrevo con Maria Luciana di astrologia e filosofia  mentre gli altri si perdevano in infinite chiacchiere sotto lo sguardo attento di Pea la gatta un po' pazza. Sento ancora l'odore del gelsomino di una siepe attigua all'uscio della bifamiliare che puntualmente ogni anno ci ospitava per un mese talvolta anche due.

Sapevo che avrei rivisto anche Enrico. My first love? Aspettavo sempre che mi invitasse ad uscire con lui perche' io davvero non potevo spingermi a tanto. Impensabile.Impossibile. E poi - dopo un lungo inverno e una primavera di promesse ci si ritrovava sulla sua bicicletta a correre liberi sgombri da pensieri come solo da fanciullini si puo' essere.

C'era sempre quell'eccitazione della serata da programmare con la comitiva. Il padovano odiava i terroni ma poi ci giocava a tennis e si ammazzavano tutti di risate. Il torinese collezionava piercing e i suoi capelli crescevano sempre piu' ,di anno in anno. Il barese suonava il violino otto ore al giorno. La milanese ci provava con me ma che cazz- c'aveva trent'anni e io diciotto. Ma va via nel cu'. Francesco Ferrara, il mitico Francesco(my second love?) .Che poi rividi qualche anno fa trasformato da biondino efebico a superpalestrato con capello rasta. Francesco era nato il 4 agosto. Ora dovrebbe aver compiuto 30 anni. Oddio. Sembra assurdo, un delitto contro natura: lasciare che quel bel faccino invecchi. Ah questo insensato panta rei!

E poi Ivan il milanese che mi chiese a bruciapelo un giorno in piscina se lui mi stesse sulle palle. Quasi goffamente, senz'altro timidamente risposi che no- proprio non c'era motivo che lui mi fosse antipatico. Io che lo vedevo come un modello a cui ispirarmi , dall'alto dei suoi 22 anni portati con quell'arroganza necessaria ,degna compagna di gioventu' spericolata. Lui che faceva a gara con Francesco a rubare i cuori a destra e manca di tutto il genere femminile locale. E oltre. Come quando  vivevamo appieno la Movida leccese con quelle interminabili notti d'estate trascorse nel Quartiere Latino, una discoteca all'aperto con vista mozzafiato sul mar Ionio,placido, quasi come se fosse reso inerme e sonnolento da un'afa senza soluzione di continuita'. Era bello lasciare che la musica ti avvolgesse con quei ritmi underground notturni e basslines tracciate sul fondo del pentagramma. E sognare. Sognare di conoscere, di flirtare, di fare il Francesco e l'Ivan della situazione. Ma io magrolino e timido lasciavo sempre che fossero altri a prendere l'iniziativa. Talvolta andava bene talvolta si tornava a casa senza il bottino. Eppure sempre ubriachi di alcol e di felicita' allo stato piu' puro esistente in natura. La felicita' del fanciullino.

Si tornava a casa non prima delle sei e mezzo del mattino magari ancora  in cerca di una qualche indianata o un afterparty che ben presto sarebbe stato rimpiazzato dalle attivita' oscene di un team di animazione che pur di intrattenere gli ospiti del residence Rivabella sarebbe stato disposto a cimentarsi con le cose piu' ridicole. Come quel tipo del Trentino che...beh ricordo tre cose: lui,una banana e del latte fuoriuscito dalla sua bocca. Non dico altro. L'idea era quello di simulare qualcos'altro. Spettacolo per famigliole di provincia senza dubbio.

Ora, tutto e' cambiato.Soprattutto noi. Le estati gallipoline continuano ancora , con o senza di noi. Il residence Rivabella accoglie ancora orde di giovani in preda agli ormoni mentre Ivan forse e' stempiato e Francesco magari deve iniziare a fare i conti con un girovita un po' piu' abbondante del solito. E io sono qui che scrivo di cose e persone di un passato cosi' lontano eppur cosi vicino da riscaldare ancora il cuore.

No,ma cosa vado dicendo?Non siamo davvero cambiati. Siamo sempre noi. Il tempo inizia a scalfire la corazza che credevamo inossidabile ma lo spirito e' sempre lo stesso. Quando le giornate mi sembrano vuote, il mio pensiero corre a quelle estati. E' li' che ci ritroviamo tutti, con la stessa energia, con gli stessi sogni e speranze. L'estate della gioventu' non muore mai per davvero. We are the Boys of Summer.



Inciso da Electrothoughts alle ore 21:16 commenti (9)
giovedì, 02 agosto 2007
Categoria:
Titolo: Iceland

Il quinto membro del gruppo islandese "Sigur Ros" e' l'Islanda stessa...

 



Inciso da Electrothoughts alle ore 16:00 commenti (2)


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