lunedì, 29 gennaio 2007
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E' dal 1995 che raccolgo schegge del mio Io,dopo quel terribile impatto.L'incontro-scontro con il Buio. Ricordo la mia testa avvitata su se stessa, in preda alle vertigini.E poi la caduta,sotto gli occhi di tutti.Qualche giorno prima la stessa cosa.Un invito a cena accettato controvoglia e trasformato nella Mia esibizione con effetti pirotecnici. Anzi,dovrei dire idrotecnici dato che il panico, quel subdolo aggressore,mi aveva intorpidito il braccio fino a dover lasciar cadere d'un tratto una bottiglia ricolma d'acqua.E poi l'apnea. Lunga,interminabile asfissia dovuta a dei muscoli che dal petto mi stringevano come in una morsa.La tempesta annunciata da tempo si andava formando lentamente e io non avevo alcun controllo nella situazione.Avevo perso il timone,ciurma e scialuppa di salvataggio. Dovevo solo aspettare che passasse,mi dicevo. Vedrai che passa. Ma le giornate diventavano sempre piu' cupe e invece di navigare a gonfie vele nella vita, ora navigavo piuttosto in pantaloni che fino a poche settimane prima mi stavano stretti.Si trattava di trovare un rimedio a qualcosa che non si poneva come un problema ma come un'infinita' di problemi tutti schierati di fronte a me dalla mattina alla sera senza darmi pace.Erano punti di domanda esistenziali ,in realta',quei problemi li'. Dietro la loro maschera deforme,spaventevole non si nascondeva il mio Nemico.Il Nemico vero e proprio era per cosi' dire occultato e mi ingannava ogni volta. Nei suoi assalti ripetuti, una forma ben precisa la prendeva,certo, ma solo nel momento dell'attacco quando ormai era troppo tardi per tirare su il ponte levatoio e chiamare gli anticorpi alla Resistenza. E ogni volta finivo al tappeto nel corso di duelli corpo a corpo, senza esclusione di colpi. Molti dei quali sotto la cintola. Altri,talvolta, mi mozzavano il fiato o mi lasciavano cosi' ammaccato che avevo solo la forza di secernere una piccola lacrima di pura inerzia nei confronti del dolore. Un giorno,di quel grigio,lugubre inverno, vidi la stessa identica tipologia di lacrima sul volto di mio padre. Era un momento topico quello. Stavo per cosi' dire rubando un'emozione che poche altre volte mi era riuscito di decifrare cosi' vividamente in un'altro essere umano. Sapevo esattamente cosa gli stesse passando per la testa,perche' forse stavo pensando gli stessi suoi pensieri.Come'e' potuto accadere?La risposta ovviamente non sono mai riuscito a trovarla ma non era la risposta che cercavo che mi avrebbe tirato su per i capelli come mi aveva detto tempo prima una chiromante finlandese. Attendere un'illuminazione dal di fuori significava rimanere ancora con la schiena piegata in preparazione di altri colpi di randello.Serviva un'azione muscolare,di puro nerbo.E proprio da li' ,dove tutti gli interruttori per riaccendere la luce erano fuori uso,danneggiati apparentemente senza rimedio. Man mano che andavo rovistando dentro ogni angolo,cassetto o recesso piu' o meno segreto,non facevo che giungere allo stesso crepaccio.Un abisso con una magnifica vista sul Nulla. Un tempo c'ero io, ora vi erano pochi cumuli di macerie.Sarebbe stato facile allora, rassegnarsi a quel destino e accettare la dura legge del Nulla a cui, ho scoperto, non piace molto argomentare o intrattenersi in lunghe conversazioni freudiane. Ma fu proprio parlando del Niente che mi era rimasto che finii' per rinvenire Qualcosa. Le teorie della tradizione Scolastica ricordano come il Nulla invaliderebbe le normali leggi della logica non essendo altro che un misero nome-a-meta'.Codesti nomi a meta' si comportano in maniera davvero curiosa perche' rientrano appieno nella seguente definizione: un nome e' un quasi-qualcosa( o quasi-aliquid per dirla alla latina) se e' vero che a = a , ed e' falso che a = a. Ladies and Gentlemen questo e' il Nulla per il grande pubblico. Ma e' davvero cosi'? La sensazione che ho io invece e' ben diversa e molto piu' "viva" di un freddo ragionamento logico. Il Nulla e' la maschera che ricopre il volto degli dei, tesi a confonderci e a respingerci nel cantuccio limitato che e' la nostra esistenza. Da qui nascono tutti i problemi. L'io delle generazioni moderne poco gradisce le limitazioni e quando viene posto di fronte alla domanda piu' fondamentale che c'e' ,del Chi Siamo, invece di guardarsi da una prospettiva metafisica, si sgretola come un castello di sabbia.
mercoledì, 24 gennaio 2007
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Lo spettro di una Seconda Era Nucleare sembra piu' vicina nel 2007. Le lancette del famoso "orologio" raffigurato sulla prima pagina di ogni edizione de "The Bulletin Of Atomic Scientists",rivista americana gestita da un gruppo di professori dell'Universita' di Chicago,si sono spostate in avanti il 17 gennaio portando cosi l'attuale ora della distruzione della civilta' (metaforicamente rappresentata dalla mezzanotte) a soli 5 minuti dall'apocalittico scenario di guerra atomica.Sono infatti ora le 11,55pm e mai l'orologio era stato cosi' prossimo alla mezzanotte.I fattori citati come potenziali elementi di rischio che giustificherebbero tale decisione sono i recenti "giochini" militari della Nord-Corea, la determinazione dell'Iran di proseguire con l'arricchimento dell'uranio(sulla via di costruirsi una bomba?),le dichiarazioni di Tony Blair che ha di recente sottolineato con grande sorpresa di tutti il bisogno della Gran Bretagna di difendersi da possibili schemi terroristici di Teheran e affini,anche e/o soprattutto tramite arsenali atomici,e la presenza costante di circa 26,000 testate nucleari divise fra USA e Russia che nonostante l'imponente e sofisticatissimo sistema di controllo volto a scongiurare possibili errori umani,non e' ,quest'ultimo,da considerarsi infallibile,rappresentando quindi un ulteriore motivo di inquietudine nel mondo intellettuale e scientifico. Diverse volte sono infatti emersi grossolani errori di gestione delle testate che almeno in quattro diverse occasioni negli ultimi anni avrebbero potuto scatenare una nuova guerra mondiale non molto dissimile,nelle sue conseguenze ultime, dal definitivo annientamento della razza umana.A rendere ancora piu' fosco e lugubre questo paesaggio di inizio millennio ci sarebbe una nuova (e purtroppo ancora una volta legata intimamente all'uomo)minaccia globale: il riscaldamento della Terra o Global Warming. C'e' attualmente ben poco accordo in sede scientifica sull'effettiva portata di questo cambiamento del clima specialmente in riferimento al ruolo svolto da emissioni industriali ed inquinamento atmosferico causate da attivita' umane. Ma che il clima non sia piu' lo stesso ce ne stiamo probabilmente accorgendo tutti,(ad eccezione ovviamente di alcuni politici non esattamente lungimiranti...) e dei provvedimenti dovrebbero essere presi al piu' presto.Pur ammettendo l'ipotesi di una fase di riscaldamento ciclica del Pianeta che avrebbe poco a che fare con smog e ossido di carbonio nell'atmosfera ,il continuo disboscamento dell'Amazzonia e di altri polmoni verdi su scala massiccia e il rilascio di sostanze inquinanti non puo' che accentuare un problema gia' in atto sotto i nostri occhi.In conclusione non si puo' che reiterare il grido di allarme lanciato da molti pensatori del '900 (in gran parte ignorato dalla civilta' occidentale) e che ha trovato una delle sue piu' drammatiche espressioni nel nichilismo di Nietzsche: Salvate-Il-Mondo.
sabato, 20 gennaio 2007
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L'uomo che invecchia procede su un sentiero innevato.
Con il passare del tempo, le sue orme affondano sempre piu' nel Mare Bianco che rallenta il suo cammino.
Si guarda intorno e vede quant'e' immmenso quel mare e si chiede se anche Leif Eriksson si riempi' i polmoni d'infinito prima di salpare.
Sferzato dal vento, ride solitario ancora una volta lasciando che una lunga chioma d'argento gli asciughi delle lacrime comparse senza preavviso.
"E'solo colpa della tramontana", dice, mentre abbandona il suo elmo biforcuto, le sue inutili vivande, le sue piccole bugie e mezze verita' al Regno dei Cristalli invisibili.
Ora, a petto scoperto, fiero,quale il guerriero che e' sempre stato, attende quel vasto mare.
E poi arrivera' la neve e coprira' tutto quanto.
giovedì, 18 gennaio 2007
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Mentre colui che, con tutta probabilita', si appresta a divenire il prossimo Primo Ministro inglese fra circa 3 -4 mesi, Mr Gordon Brown, era impegnato a farsi inghirlandare dai nativi dell'India, in patria infuriavano non solo le meteore atmosferiche ma anche una rovente polemica. Come se, ad un tratto, il vaso di Pandora che serviva a difendere un'immagine del paese votata al multiculturalismo, si fosse scoperchiato e avesse cosi liberato tempestose verita' che l'aplombe britannica riesce di solito a tenere sotto controllo.La Gran Bretagna si scopre intollerante e si interroga sul tema del razzismo guardandosi allo specchio nei suoi momenti meno edificanti.Gia' perche' lo specchio in questione non e' rappresentato in questo caso da un qualche dibattito interno tenuto da intellettuali,politici e la societa' civile ma piuttosto da quella rassegna di scimmiette da circo con ego ipertrofico che e' il Celebrity Big Brother o Grande Fratello dei vip,per dirla all'italiana. In onda ormai da alcuni giorni sul canale inglese Channel 4, la nuova serie di questo reality show e' decisamente entrata nell'occhio del ciclone allorche' e' emerso che uno dei partecipanti -un'attrice o starlette di orgine indiana famosa per i suoi film made in Bollywood(la Hollywood per il pubblico asiatico...)- era oggetto continuo di apprezzamenti di natura a dir poco razzista. La medesima e' stata definita nel migliore dei casi :" a dog". In altre circostanze, uno dei co-inquilini forzati della "casa" , una tal Jade Goody, (fortunatamente sconosciuta in Italia),una sorta di incrocio fra un rottweiler e una sgualdrinella di terza categoria,ha dichiarato che la tipa dalla pelle color del "curry" le fa venire i brividi dappertutto .("She makes my skin crawl")E questa e'solo la punta dell'iceberg. Sembra proprio infatti che molti dei partecipanti bianco mozzarella si siano coalizzati contro l'indiana a piu' riprese in un crescendo di bullismo che ha finito spesso per ridurre in lacrime l'attrice di cui non ricordo bene il nome.Ingiurie,tra l'altro, reiterate anche nei momenti d'assenza della vittima,tanto da suscitare le ire funeste di molti spettatori. Risultato finale: 25mila proteste solo negli ultimi due giorni e quella che sembra delinearsi come una mezza crisi diplomatica fra India e Gran Bretagna. Gia' si sono viste le classiche scene di bandiere britanniche bruciate in strada e fenomeni analoghi mentre anche Blair ha fortemente criticato la trasmissione televisiva durante una seduta parlamentare.Quali sono ,allora, le considerazioni del caso alla luce di questi fatti? Credo che non ci sia tanto da prendere alla leggera la cosa. E' vero,il Grande Fratello non e' rappresentativo della societa' in cui viviamo. Mi fa francamente ridere quando ci si ostina ancora a chiamare questi "spettacoli" con un nome che forse in Italia sembra quasi altisonante:"reality show". Cosa c'e' di reale in un reality show dove gran parte dei partecipanti sono attori,cantanti,modelli/e, o semplici vip famosi per essere famosi( la loro arte e' finire sistematicamente sui rotocalchi rosa...)ancora lo devo capire.Ma pur essendo sostanzialmente poco indicativo di tendenze piu' generali (rincuora sicuramente sapere che molti,fra la gente comune, abbiano espresso rabbia e costernazione per la vicenda), costituisce pur sempre un esempio di tale cattiva televisione dal confermare i sospetti di chi lamenta un progressivo imbarbarimento della societa'.Io non so esattamente cosa stia succedendo ma di barbaro in Gran Bretagna ultimamente c'e' molto. Il sig.Blair invece di pensare all'Iraq dovrebbe piuttosto guardare alla trave che ha nell'occhio. E che trave. Questo a me sembra sempre piu' un paese allo sbando. La situazione e' paradossalmente schizofrenica: le istituzioni funzionano in gran parte e funzionano bene,eccezion fatta per la sanita' pubblica ovviamente,che e' sicuramente competente ma anche del tutto ostile al paziente. Il paziente- questo scocciatore dai malanni considerati frequenti se va dal medico due volte l'anno- puo' sperare in un intervento "forte" del dottore della mutua soltanto se e' infartato,malato terminale,maniaco-depressivo,mutilato da entrambe le gambe,guercio...etc etc...tutto il resto rientra nella categoria del self-help: un capolavoro di eufemismo alla british per dire in maniera gentile che stai rompendo le scatole a qualcuno quando potevi fare tutto da te.Dunque se la societa' ancora riesce in qualche modo( e come abbiamo visto non in tutti i casi) a funzionare cos'e' che davvero mi fa sembrare questo un periodo di decadenza per le Isole Britanniche? La criminalita' impazza ,tanto per cominciare.All'ordine del giorno si sente di persone aggredite per un cellulare e prese a calci in faccia quando sono fortunati(come e' capitato ad un mio amico finlandese),altrimenti la coltellata non te la toglie nessuno con esiti spesso molto tragici.Le droghe dilagano sempre piu'.Sono convinto che anche gli uomini di Chiesa la usino da queste parti.E' una crisi totale di valori.Causata da cosa?Non credo ci sia una risposta unica ma essendomi riavvicinato recentemente alla filosofia ho capito una cosa: una societa' sposata al materialismo e alla razionalizzazione piu' sfrenata non puo' reggere a lungo.Perche' questa non e' la vera natura dell'uomo. Fino a che non si capira' questo,il declino dei costumi continuera' inesorabile. Vorrei quindi concludere con la frase(presa in prestito dal Bardo) "something's rotten in the state of England" ma poi mi e' venuto di chiedermi: il marcio e' solo in Gran Bretagna?
martedì, 16 gennaio 2007
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Hai recitato come da copione tutti i tuoi abracadabra.
I numeri sono il tuo amuleto contro l'Angoscia.
E dietro quella maschera senza precisi contorni,
sapevi bene cosa veramente ti atterriva:
la potenzialita',il moltiplicarsi epidemico delle possibilita'.
Per arrestare quella progressione geometrica,
ti sei chiuso all'interno di un gomitolo fatto di certezze,
desideri, e occasionalmente esperienze.
Come se fosse il pensiero a guidare te e non il contrario.
Perche' tu non ti faresti mai impiccare per nove notti di seguito,
in attesa di uno squarcio di infinito,
non sapresti mai fondere miele,verita' e parole
come un dio tanto vero quanto invisibile,
tu puoi solo guardare inerme il serpente
che erode le radici di Yggdrasill
fin dentro la terra e sonnambulo
accodarti alla scia di una meteora,sparendovi insieme.
L'eroe dei nostri giorni e' l'Anti-Odino,
che trascina stanco i suoi piedi,
spogliato di ogni anelito centrifugo.
domenica, 14 gennaio 2007
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Lo vidi la prima volta nei panni di Amleto. Mi colpi' molto. Era esattamente come ho sempre creduto che un Amleto dovesse essere. Poco piu' che adolescente, magrolino, taciturno ma con la battuta pronta all'occorrenza. Lui, questi panni, li vestiva a perfezione. Quella sera al teatro fu molto sorprendente perche' all'uscita mi imbattei in quel pirla di Jude Law con la fidanzata di allora Sienna Miller,un'altra stra-montata che si crede chissache.In sostanza non mi firmo' l'autografo perche' non gli era consentito di firmare il biglietto della produzione teatrale a cui avevo appena assistito.Poco male visto che dopo qualche minuto sarebbe arrivato, mimetizzato in abiti estremamente piu' prosaici di quelli shakesperiani ,lui, il protagonista.La critica lo aveva osannato come il migliore Amleto degli ultimi 30 anni e non era difficile capire perche'.Ci avvicinammo a lui quasi con circospezione senza sapere che tipo di accoglienza avremmo potuto ricevere.Si sa,giovane,appena arrivato al successo,immaginavo gia' l'identikit di uno che camminava su un cuscinetto d'aria. Ma mi dovetti ricredere. Ci accolse con un grande sorriso e ci chiese subito se ci era piaciuto lo spettacolo. La cosa sorprendente era che parlava con un fil di voce e ci guardava come spesso gli inglesi guardano gli sconosciuti: con un lieve accenno di timore. Dopo alcuni convenevoli lo vedemmo dirigersi con zaino a tracollo verso una bicicletta parcheggiata li' vicino. Niente di piu' understated di cosi'. Qualche mese dopo lo incontrai per caso in una libreria del centro di Londra. Stava consultando il West End Extra, un giornale che e' specializzato in notizie sul mondo dello spettacolo tipo audizioni, concorsi o cose del genere. Ma non ebbi il coraggio di avvicinarlo. Non sai mai in questi casi se la tua invadenza e' considerata scortese o piacevole dall'altra parte.Dunque lasciai perdere e lo vidi sparire tra i passanti di Charing Cross Road. Di li' a breve, fu allestita un'altra commedia in un teatro sperimentale londinese,the Chocolate Factory, in cui lui era nuovamente il principale interprete. Era una produzione molto particolare, quella. Si ambientava in una Londra futuristica sconquassata da gangs che si guerreggiano e dove ogni valore umano e' stato perduto.Quanto lontana sia questa visione blakeana dalla Londra attuale non saprei dire.Comunque il nostro amico era molto convincente nel ruolo di teppistello di periferia e il suo accento fortemente East London rendeva il tutto piu' credibile.Poi per molto tempo non seppi piu' nulla sul suo conto fino a quando non scoprii che aveva partecipato al suo primo film distribuito a livello internazionale: "Perfume(Story Of A Murderer)".Il film l'ho visto ieri e pur essendo una storia piuttosto originale che vanta nel cast anche Dustin Hoffman,quello che colpisce di piu' e' sempre lui. Peccato che il regista non gli abbia dato una parte in cui debba parlare molto visto che di battute non ne dice un granche'. Il suo e' un personaggio bizzarro e magari, dato che la storia si ambienta in Francia sarebbe stato forse un po' ridicolo aspettarsi una performance oratoria da uno che parla come un cockney londinese in pieno 1700 francese. Il finale del film e' in alcuni momenti quasi alla Kubrick di Odissea 2001 nello spazio: scene al rallentatore in una scena di grande impatto e del tutto sorprendente , che non anticipo per chi volesse vedere il film.Per tutta la durata del lungometraggio comunque, il giovane talento inglese ha confermato la sua sensibilita' verso personaggi che non rientrano in qualche modo nei rigidi schemi mentali della nostra societa',in altre parole i cosiddetti disadattati.Non e' da tutti recitare nella parte di assassino e riuscire nonostante cio' a suscitare quasi compassione nel pubblico verso il suo personaggio. Con un misto di vulnerabilita' e di sguardi ipnotici che lasciano intuire una forte introspezione personale,mi sembra di poter dire che continui in Ben Whishaw quella scia d'ispirazione inagurata con successo in Amleto.
You can check him out at www.benwhishaw.co.uk
venerdì, 12 gennaio 2007
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Un tu-chiunque.
Leggi e rileggi il tuo cognome.
In esso troverai l'unicita' di un destino che si ripete.
Questo e' il fu-turo.
Che tu raccogli dall'albero del "fu".
giovedì, 11 gennaio 2007
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E' la notizia di oggi. Perdonate la frivolezza a cui ogni tanto mi piace abbandonarmi: David Beckham ha deciso di lasciare Madrid alla volta della California dopo aver preso accordi con una squadra di calcio di Los Angeles mentre mi giunge voce che stia gia' cercando una casa(leggi: Beckingham Palace II ) preferibilmente vicina ad una nuova coppia di amici stra-cool: i neo-sposi Tom Cruise e Katie Holmes. Se nel cosmo in cui siamo stati precipitati sussiste ancora la veridicita' della seguente equazione:
2 + 2 = 4
allora si richiede vengano ammesse anche le seguenti considerazioni:
(si,lo so, sto abusando dei due punti ultimamente...)
Punto I
Molti di noi ,nostro malgrado, si trovano nella discutibile posizione di conoscere,tramite il martellamento continuo dei mass media, una quantita' inquietante di dettagli sulla vita privata di Beckham e Posh-non-piu'-tanto-Spice(e nemmeno cosi' Posh veramente checche' ne pensi lei).In Inghilterra e oltre i confini della "scept'red isle" di shakesperiana memoria, la coppia britannica del decennio(macche' dico!Di questo scorcio di secolo e del precedente...)e' famosa per lo stile di vita all'insegna del glamour piu' sfrenato. Ad accompagnare le ville iperstratosferiche, i contratti multimiliardari,i salti mortali di Victoria nel tentativo di ritagliarsi uno spazio dopo l'uscita di scena delle Spice Girls, ci sono le altrettanto appariscenti "amicizie". Ok non mi riferisco soltanto agli pseudo-tradimenti di lui con una schiera di allampanate gold-diggers desiderose di pubblicita' e facili avventure ma a quelle che anche i comuni mortali potrebbero classificare come " amicizie ". Fra tutte spicca quella con il maestro per eccellenza dell'eccentricita' e dell'in-yer-face diversita':Elton John. David, e' vero, ricade nella categoria dei "metrosexuals"cioe' coloro che pur appartenendo al genere maschile passano buona parte della giornata a rimirarsi davanti lo specchio magari con beauty-case multi-accessoriato rigorosamente a portata di mano.Non c'e' solo lui. E' una moda e perche' non concedere anche agli uomini il diritto di prendersi cura di se stessi?Il bello viene quando scopriamo la seconda migliore amicizia della coppia in questione: David Furnish. Forse alcuni di voi non sanno chi sia ma e' il partner di Elton John.Erm. Attorno a questo -doppio erm- nucleo di solida amicizia ruotano i comprimari che di solito risultano essere un esercito di stilisti,truccatori,modelli/e,cantanti piu' o meni "emasculated" etc etc...Per farla breve: o il calcio e' cambiato improvvisamente senza che nessuno se ne accorgesse negli ultimi 5-10 anni superando cosi' la sua atavica riluttanza ad adeguarsi a modelli espressivi che non siano paleo-razzisti/oscurantisti/maschilisti-da-camerata-di-caserma-brindisina-dell'-Esercito-Italiano-durante-il-servizio-di-leva-fra-commilitoniscoppiati-ufficialifrustrati-e-il-sempre-nutrito-plotone-di-pseudomachirepressiconilviziodeigrecidinascosto oppure i conti non tornano.
Punto II
Il trasferimento a Los Angeles. Los Angeles? Cioe' la capitale del vizio anzi del VVV-III-ZZZ-III-OOO per antonomasia?Voi vi state forse chiedendo,birbanti che non siete altro,ma a quale vizio stai alludendo?Un po' di pazienza prego. Rispondo con una formula(una mia nuova fissa del periodo apparentemente)
L.A. = (
+
+
+
+$ -
) X (
: 666 ) = californication
con
>20cm
Dunque come evidenziato dalla formula L.A. e' la somma di tutti i vizi o quasi.
Punto III
La nuova residenza da mille e una notte della super-coppia Beckham e Posh sara' da trovarsi nei paraggi di quella dell'altra coppia di sposini recente che abbiamo potuto tutti ammirare durante il sontuoso banchetto viterbese ove forse alcuni di voi ricorderanno l'inquietante scritta a lettere cubitali " ROMA " posta esattamente davanti agli sposi nella tavolata come quasi a voler delucidare,sicuramente su sollecitazione di quei super-zelanti e secchioni della CNN dove diamine fosse Viterbo.Risposta per il popolo americano: Roma.Quella si spera la si conosca abbastanza. Ma un momento- non c'e' per caso una Roma anche in Virginia?Il sangue si raggruma nella vene.Ad ogni modo, ecco l'identikit di Mr Cruise: un ex-pin-up a cui l'unico vantaggio di aver aderito a Scientology e'stato quello di incontrare persone con lo stesso cervellobevuto che ha lui.Oh e' ovviamente ci sono poi tutte quelle voci su lui e l'altra sponda...Triplo Erm. Identikit di Mrs Tom Cruise alias Katie Holmes: una che non sa dove e',chi e', cosa fa,come lo fa e quando.Amen.Guarda caso con chi vanno a stringere amicizia? Con i Beckham ovviamente!
Postulato
(che si chiede venga ammesso senza ulteriori dimostrazioni)
David,Victoria,Tom,Katie,Los Angeles. Scattano tutti i campanelli d'allarme.Cosa dite? Magari si tratta solo di una saltuaria attivita' di wife-swapping (quella che piaceva tanto a Jude Law quando abitava su a Primrose Hill, un colle di Londra...tanto da dar vita alla famigerata Primrose Hill gang....)?Ennesimo erm. Di swapping si tratta ma non di wife,Vostro Onore e cari giurati...
Gigantesco ed ultimo ERM.
mercoledì, 10 gennaio 2007
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Sta arrivando.Il 29 Gennaio.Dal Libano...Cantando " I tried to be like Grace Kelly but all her looks were too sad.So I tried a little Freddie...i've gone identity mad".Mika...
martedì, 09 gennaio 2007
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Io e l'Inghilterra: un matrimonio in crisi? Per certi versi, forse si. All'apparenza tutto e' esattamente come allora, quando avido di esperienze in terra straniera e "daydreamer" convinto, decisi di mollare tutto alla volta di Albione. Ma sotto la superficie, dei cambiamenti nella mia prospettiva su quelle che a me piace chiamare le "res britannicae" (tanto per rubare l'idea ad un mio illustre antenato che di queste zone se ne intendeva un pochino...)ci sono stati eccome. E' principalmente un problema di mentalita'. Il razionalismo pragmatismo/empirismo del mondo anglo-americano mi ha stufato per farla breve. Non c'e' tanto da sottovalutare la cosa dal momento che non si tratta di una velleita' intellettual-teorica che non ha riscontro alcuno nella realta'.Il riscontro c'e' e pure tanto.Mi ci scontro quasi ogni giorno. C'e' da fare una distinzione pero' prima di definire meglio cio' a cui mi riferisco. L'America con il suo modello chiaramente improntato al capitalismo ha purtuttavia conservato un certo senso di spiritualita' e di valori religiosi che in alcune aree dell'inland statunitense assumono connotati quasi anacronistici con sette, comunita' dai comportamenti eccentrici ( pensate al rigore morale di un mormone o dei "quakers")in cui il tempo sembra essersi fermato. Parallelamente a questi fenomeni isolati , c'e' anche quello piu' vasto di una visione che a noi europei piace classificare come bigotta e ultra-conservatrice. Dunque nonostante il potere del vile denaro e quant'altro, negli Stati Uniti la gente ancora fa esperienza di religione anche se non in maniera uniforme e regolare su tutto il territorio. In Gran Bretagna questo non succede. Al solo menzionare la parola "religione" la reazione standard (nei limiti entro cui l'impassibilita' britannica lo consente)e' una sorta di disgusto o repulsione che solo dopo diversi anni ho realizzato essere molto diffusa a prescindere dall'area in cui ci si trovi. Per religione intendo ovviamente non solo il Cattolicesimo(questo e' per un inglese quasi l'equivalente di un patto con il demonio) o Cristianesimo ma una generica quanto vaga spiritualita'. L'unico elemento superstite nelle Isole Britanniche di credenza nel soprannaturale sono forse le "ghost stories" di cui ogni singolo castello o maniero o vecchio edificio che si rispetti abbonda con dovizia di particolari.Ma per il resto e' tutto un grande vuoto metafisico. Grazie alla propaganda anti -cattolica di Lutero e ancor di piu' al razionalismo della Rivoluzione Scientifica un inglese medio percepisce la religione come superstizione.Da qui il passo verso quel materialismo che rende Londra una citta' quasi disumana dal punto di vista sociale(ora per aprire un conto in banca servono references relative ad almeno 5 anni prima e lettere e controlettere di datori di lavoro o conoscenti,una copia del DNA magari... etc etc...)e' secondo me molto breve.Londra e' abitata da androidi/umanoidi. Di esseri umani ci sono forse solo i turisti che ignari della situazione vengono spesso travolti da commuters "programmati" per lasciare l'ufficio entro le 16,59 e 59 secondi in modo da non perdere la prima coincidenza con un qualche treno della metropolitana nel lungo viaggio-odissea che li riportera' a casa a svariate miglia di distanza. Tutto cio' che giace o si dovesse putacaso trovare nel loro tracciato viene travolto senza pieta', il tutto coronato magari anche da qualche epiteto colorito rivolto all' "ostacolo",sulla via della Liberazione dal boss tiranno, dal lunch break cronometrato in secondi primi nel quale senza lasciare la propria scrivania si consuma celermente un pasto definito organico che in realta' significa che invece di darti il cancro nel giro di 10 anni ne impiegherai forse quindici ad ammalarti, con un guadagno netto di cinque anni in cui poter ulteriormente essere sfruttato, maltrattato o vilipeso dai tuoi superiori.Potrei continuare ma gia' quanto descritto da un'idea minima di un quadro poco piacevole. La cosa sorprendente e' che la gente in realta' si adopera a ricoprirsi di lauree per finire poi schiacciati da questo sistema. E la cosa peggiorera' credo. Guardate tutti quei ragazzini tra gli 8 e 18 anni (talvolta anche piu' grandi...)che passano ore e ore a bruciarsi il cervello con la Playstation in cui ci si puo' rilassare fingendo di ammazzare,massacrare,investire con automobili, far scoppiare le cervella a quanti piu' possibile con buona pace della Montessori. Questa sarebbe dunque la generazione del futuro su cui riporre le nostre speranze? Il mondo e' impazzito,non c'e' altro da dire. E chi o cosa ha causato questo? L'avvento della razionalita' estrema, del considerare tutto in termini di quantita' non di qualita' attraverso cui si giunge ad una svalutazione della vita stessa. Non c'e' bisogno di predicare il ritorno alla cultura non-urbana.Nessuno e' cosi' ingenuo da ridimensionare le tante scoperte scientifiche e il progresso compiuto nel corso dalla storia. Non c'e' da rimpiangere un passato felice e neandertaliano in opposizione alla disumanizzazione della societa' moderna cosi' come la vedeva Engel. Ci sarebbe soltanto da trovare una terza via.Un happy middle.Nelle crepe che hanno incrinato la mia lunga anglofilia,(almeno quella sociale;quella artistico-letteraria ancora regge: si puo' fare forse a meno di Shakespeare o di Virginia Woolf o del Britpop in campo musicale?) si e' infilato (o dovrei dire ri-infilato) Martin Heidegger,dopo una prima infatuazione ai tempi liceali. Se uno riuscisse a superare lo scoglio quasi insormontabile del suo linguaggio oscuro e ermetico scoprirebbe un messaggio che piu' attuale non potrebbe essere. E' un po' come un lettore che si cimenta con "Il Nome Della Rosa" di Eco. Se si supera la soglia delle prime cento impenetrabili pagine, si e' a cavallo. Con Heidegger e' lo stesso. Una volta fatto proprio il linguaggio che usa il filosofo tedesco,i concetti sono quasi sempre gli stessi. E' quasi un discorso circolare , un po' come certi misticismi orientali o la teoria dell'eterno ritorno. Quello che di unico ha Heidegger pero' e' il progetto di smontare letteralmente la falsa cultura e i falsi valori in cui siamo impantanati. Tutto deve essere ripensato.A cominciare dal linguaggio.Eppoi c'e' quella domanda che da inizio a tutto e quindi alla filosofia: Perche' c'e' l'Essere e non il Nulla?Cosa fa si che ci siano gli enti?Cosa significare essere?Anche Heidegger giunge alla conclusione engeliana che l'uomo e'alienato. Ma quest'alienazione che per Engel era socio-politica per Heidegger e' la conditio sine qua non senza la quale non ci sarebbe l'esistere. Non c'e' infatti una caduta da uno stato edenico originario. Non c'e dunque ne' Adamo ne' Eva che mangiano il frutto proibito. Piuttosto e' proprio l'essere-nel-mondo che comporta un distacco dall'essere. Alcuni amano chiamare quest'essere Dio ma in Heidegger Dio non ha bisogno di essere disturbato. Che questo essere "non" sia ,e' ovvio. Se fosse come sono io,te che leggi e tutti gli altri allora sarebbe semplicemente un altro ente. Ma quest' essere e' nascolto,occultato. Ed e' compito dell'uomo con un po' di cervello in zucca ritrovare la connessione perduta con esso onde evitare che l'individuo si alieni sempre di piu'.Come si evidenzia questo distacco?Per esempio, con il trionfo del freddo raziocinio sulle leggi del cuore e dell'istinto(ricordate Knut Hamsum quando chiedeva di ascoltare "la preghiera delle tibie,il sussurro del sangue"?) della scienza che invece di assecondare i ritmi della natura la violenta sistematicamente. Il rapporto soggetto-oggetto che tanto piaceva a Cartesio e' degenerato ancora di piu' in un modello padrone-schiavo. La natura e' succube dell'uomo e il rapporto fra quest'ultima e noi e' diventato non armonico ma conflittuale. Questa roba qui e' stata scritta negli anni 30 in tempi non sospetti quando il global warming nessuno sapeva cos'era. C'e' solo un campo in cui siamo ancora (almeno alcune anime sensibili tra noi) in grado di estrapolare la vera essenza delle cose. Questo campo e' l'arte. In particolare e' il poeta che con le sue illuminazioni liriche (derivate dagli dei assenti)puo' dare una rappresentazione concreta di cio' che si e' perduto.Un esempio: un dipinto che raffigura delle scarpe. Le scarpe non sono ovviamente presenti li' davanti a noi osservatori del quadro ma la scarpita' delle scarpe quella si' che c'e'. Dunque l'artista e' riuscito a ricreare per noi cio' che essere scarpa significa. Capire il ruolo dell'arte, rivalutarne la posizione nella societa' significa incamminarsi sulla strada giusta. Quello che Heidegger sta quasi sommessamente dicendo e' questo: "salvate-il-mondo". In un periodo storico in cui i ghiacciai eterni dell'Artico non sono ormai piu' tanto eterni, in cui in pieno gennaio si segnano 22 gradi a New York, in cui abbiamo l'eredita' di non una ma due bombe atomiche sulle spalle( sorpresi?ma questa non e' che una notiziola da rivista di quartiere!se solo uno smettesse di cercare il dominio continuo sulle cose circostanti...),cosa c'e' di piu' bello di un pensiero che vuole riportare l'uomo con la U maiuscola e eliminare gli androidi-umanoidi?Non c'e' bisogno di scomodare Dio abbracciando un misticismo stra-etereo ne' di cadere nel nichilismo perdendo ogni speranza di salvezza.Il mondo ha scelto di adeguarsi al prototipo anglosassone ma non credo che sia la soluzione migliore avendo cominciato a mostrare negli ultimi decenni tutte le manchevolezze di questo modo di procedere. La terza via a cui accennavo prima e che potrebbe arrestare questo processo di abbrutimento costante c'e' ed e' quella indicata,secondo me, da Martin Heidegger. Sta a noi seguire quel suggerimento o ignorarlo.